Curiosità

Lo sapevi che… Un interprete, inteso come conoscitore di una lingua straniera è una persona che, a differenza di un traduttore, traduce oralmente (o tramite segni nel caso delle lingue dei segni) da una lingua di partenza verso una lingua d’arrivo. Lo scopo del traduttore invece, è quello di cercare di portare il testo dalla lingua di origine alla lingua di destinazione in maniera tale da mantenere il più possibile inalterato il significato e lo stile del testo ricorrendo, se e quando necessario, anche a processi di adattamento. Nel XVIII secolo erano principalmente motivi economici e con finalità commerciali che spingevano l’istituzione di scuole per la formazione degli interpreti. La definizione interprete rimase tuttavia vaga fino al 1945, dato che fino ad allora veniva confusa con il termine traduttore. Solo dopo il 1945 e con la fondazione delle grandi organizzazioni internazionali si può parlare di una delineazione precisa del ruolo dell’interprete come mediatore orale tra due parlanti una lingua non comune. In Germania il primo corso di laurea specifico per la formazione di interpreti venne aperto nel 1887 all’Università di Berlino presso il Seminario di Lingue Orientali, in vista dell’allargamento coloniale dell’Impero Tedesco. La maggioranza degli interpreti professionisti a tempo pieno lavora per organizzazioni internazionali quali l’ONU o l’Unione Europea. Il più grande datore di lavoro per interpreti nel mondo è attualmente la Commissione Europea, che dà impiego a centinaia di interpreti free-lance o di ruolo, che lavorano in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea. Le altre istituzioni dell’Unione Europea (il Parlamento Europeo e la Corte Europea di giustizia) offrono servizi minori di interpretariato. Le Nazioni Unite danno impiego a interpreti in quasi tutte le loro sedi in tutto il mondo. Poiché le lingue ufficiali sono solo sei, si tratta di un datore di lavoro decisamente minore.

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