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Scoprire il cinese: intervista alla prof.ssa Yuan Xi, docente della SSML Carlo Bo 

Al giorno d’oggi conoscere la lingua e la cultura cinese rappresenta un vantaggio competitivo per chi si affaccia sul mondo del lavoro. Abbiamo chiesto alla Prof.ssa Yuan della SSML Carlo Bo di spiegarci perché studiare il cinese è importante e quali sono i settori in cui questa competenza è sempre più richiesta.  

Scoprire il cinese. Perché sceglierlo? 

“Imparare il cinese è una scelta consapevole che può aprire a un mondo di opportunità. Come sapete, la Cina è lontana ma anche vicina e, nonostante il cinese sia una lingua molto diversa da quella italiana, oggi le collaborazioni tra Italia e Cina hanno raggiunto una profondità mai vista prima in vari settori. Inoltre, imparare il cinese è un’occasione per allenare la mente e adottare nuove prospettive: numerosi studi hanno dimostrato che, a differenza delle lingue occidentali che usano la parte sinistra del cervello, il cinese sfrutta principalmente la parte destra, che è più specializzata nell’elaborazione visiva e nella percezione delle immagini, nella loro organizzazione spaziale e nell’interpretazione emotiva. Pertanto, a livello linguistico, possiamo affermare che il cinese è una lingua che pone l’accento sullo spazio, mentre le lingue romanze, come l’italiano, sul tempo. Infine, Carlo Magno sentenziò: «Conoscere una seconda lingua significa possedere una seconda anima». Non siete curiosi di come sarà questa seconda anima cinese?” 

Immagine della Prof.ssa Yuan Xi
La Prof.ssa Yuan Xi

Perché studiare la lingua cinese oggi? 

“La Cina è diventata la seconda economia del mondo, e anche il quarto partner commerciale dell’Italia e il primo in Asia. Il mercato cinese continua a mostrare un grande dinamismo anche nel periodo post-pandemico. Inoltre, attualmente la Cina è conosciuta come il primo esportatore e il secondo importatore mondiale. Studiare la Cina di oggi, conoscere il dizionario culturale cinese di ieri, è utile per prevedere il domani di questo paese, perché proprio lì ci sono e ci saranno grandi opportunità di lavoro per i giovani.  
Nel corso di Laurea Triennale in Scienze della Mediazione Linguistica della SSML Carlo Bo diamo particolare importanza all’attualità, in particolare agli sviluppi e alle reazioni della Cina verso un nuovo panorama geopolitico, e uno dei nostri obbiettivi è sempre quello di fornire una formazione di alto profilo orientata al futuro.”   

Quali settori richiedono maggiormente la conoscenza della lingua cinese? 

“Con la pandemia sono cambiate tante cose: gli spostamenti delle persone si sono molto ridotti, influenzando il modo di vivere e anche quello di percepire il mondo. Noi cinesi siamo famosi nel programmare piani per il futuro, nonostante nella nostra lingua non sia presente un tempo verbale preciso per indicare il futuro. Identificare linguisticamente il futuro in modo non distinto dal presente, però, lo rende paradossalmente più vicino. Per quanto riguarda il mondo cinese, c’è da chiedersi quali settori offriranno l’occasione decisiva per i mediatori sino-italiani. Negli ultimi aggiornamenti del 14° piano quinquennale della Cina (2021-2025), il settore digitale e l’economia sostenibile rimangono in prima linea nella cooperazione internazionale. Da notare anche che la Cina, dall’anno 2021, domina il settore dell’e-commerce, rappresentando il 52% del mercato globale, ed è il primo esportatore di beni e servizi ambientali.” 

Quali sono gli sbocchi lavorativi? Che professioni può svolgere chi ha studiato cinese? 

“Avendo delle buone competenze linguistiche e culturali, la lingua cinese può dare accesso a un ampio ventaglio di possibilità lavorative nel settore della comunicazione e del marketing, dell’editoria, in quello della cultura, nell’ambito della consulenza legale e amministrativa, nella logistica, nell’IT e nell’ICT e negli enti impegnati a fare business con la Cina. Tuttavia, gli studenti che desiderano specializzarsi in un determinato settore per una futura carriera lavorativa, non devono fermarsi all’apprendimento delle nozioni di mediazione linguistica, ma approfondire la conoscenza di uno o più settori. Per questo la SSML Carlo Bo propone, dal secondo anno del corso di laurea triennale, tre diversi piani di studio che permettono agli studenti di sviluppare competenze specifiche nel settore di loro interesse.”   

Com’è strutturato il corso di lingua cinese della SSML Carlo Bo? 

“Nei corsi usiamo la metodologia CLIL che consiste, in pratica, nell’imparare la lingua in un contesto di lavoro, con il materiale didattico ambientato principalmente in contesti di cooperazione aziendale o di comunicazione istituzionale.  
Applichiamo l’approccio didattico Bottom-up classroom, dove l’insegnante diventa il facilitatore e gli studenti diventano gli attori. Immaginate le classi come un teatro dove gli studenti sono attori, dirigenti e impiegati, manager e interpreti. Il loro compito principale è comunicare usando il cinese e l’italiano, mentre il ruolo dell’insegnante è dare sostegno, se necessario. Inoltre, l’approccio interdisciplinare è un fattore chiave nella nostra programmazione. Nei testi da tradurre, gli studenti si interfacciano con argomenti concreti, reali, riguardanti le cooperazioni sino-italiane al giorno d’oggi.”   

In che modo il percorso di studi della SSML Carlo Bo prepara al mondo del lavoro? 

“Il mercato del lavoro orientato verso la Cina è enorme come l’oceano, ma navigare in un mare aperto senza bussola è difficile o addirittura impossibile. Presso la SSML Carlo Bo, stiamo lavorando per creare una gamma di partner in Cina sempre in crescita: istituzioni accademiche, commerciali e governative. Il nostro network si impegna nel fornire agli studenti un legame più stretto e più solido con il mondo cinese.  

Nel percorso di formazione, con i sostegni istituzionali della SSML Carlo Bo, i nostri studenti entrano in questo ‘mini-mondo cinese’. Un mondo ‘mini’ perché è un circolo abbastanza riservato, “cinese” perché ha la chiave d’ingresso nel mercato del lavoro orientato alla Cina.”  

Cosa consiglierebbe ai suoi studenti per aiutarli nello studio della lingua cinese? 

“Chi studia la mediazione linguistica in cinese al giorno oggi deve essere consapevole del fatto che la traduzione sta vivendo un periodo di grandi rivoluzioni. Gli effetti della tecnologia digitale e di Internet sono costanti, diffusi e profondi: dai servizi di traduzione automatica online all’aumento della traduzione crowdsourced, passando per la diffusione di app di traduzione per smartphone. Perciò, il contenuto del lavoro come mediatore sino-italiano è cambiato molto: oggi, oltre al compito di interpretare, il nostro lavoro ci chiede sempre più skill nel fornire soluzioni in un contesto complesso caratterizzato da interazioni multiculturali. Di conseguenza, sin dal primo giorno di corso i nostri studenti devono essere sempre più reattivi e riflessivi nel problem solving applicato allo studio della lingua.” 

E cosa consiglierebbe invece a chi vuole avvicinarsi per la prima volta allo studio della lingua e della cultura cinese? 

“Studiare il cinese significa sicuramente accettare una bella sfida, che può portare del profitto a volte in modo inaspettato: chi ha intenzione di avvicinarsi alla lingua e alla cultura cinese un giorno potrebbe paradossalmente anche farsi notare da un miliardo di Netizen (cybercitizen, n.d.r.), considerando che il cinese è la lingua più parlata al mondo per numero di parlanti nativi, e anche la seconda per numero di parlanti totali (appena sotto l’inglese). Tuttavia, acquisire le competenze linguistico-comunicative della lingua cinese è un viaggio lungo che richiede perseveranza. Per rendere il difficile possibile servono strumenti giusti e strategie efficaci. Una delle tattiche utili per chi inizia a studiare la lingua è quella di imparare ad organizzare efficacemente il tempo e i suoi ritagli (ad esempio i brevi spazi liberi tra un impegno e un altro) oltre a utilizzare in modo consapevole i vari dispositivi (o canali) digitali.”  

28 Luglio 2022
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